Museo di Pignaca

Raffaele Sansone - centrocampista - al Bologna dal 1931 al 1945

Raffaele ("Faele") Sansone, Uruguaiano di Montevideo - nato nel 1910, venne naturalizzato italiano e per questo riuscì a giocare tre partite con la maglia azzurra della Nazionale Italiana. 15 campionati con il Bologna, 280 presenze e ben 41 reti Raffaele ("Faele") Sansone, nato a Montevideo, in Uruguay, il 20 settembre 1910.
Proveniente dal Penarol, è stato al Bologna dalla stagione 1931-32 al 1945, collezionando 280 presenze e realizzando 41 gol fra i rossoblu.
Sansone
"Faele" Sansone giocò anche 3 partite nella Nazionale italiana, come oriundo, esordendo il 20 marzo 1932, contro l'Austria, partita persa per 2-1.
Renato Dall'Ara aveva un debole per questo ragazzo, diventato in seguito anche un tecnico competente, scopritore di talenti pedatori. La squadra del 1964 nacque anche grazie ai suoi suggerimenti; i pareri positivi che Faele dette per Haller e Furlanis, Pascutti e Tumburus, Renna e Capra risultarono alla fine decisivi. Ed anche in seguito, alla guida del settore giovanile, vinse un Torneo di Viareggio e più in la scoprirà gioielli del calibro di Pecci.
Per tantissimi anni sempre presente nella tribuna dello stadio Comunale, il suo Littoriale, con il suo papillon al collo, la sua voce rauca, la sua geniale allegria e il dire da gran Signore del pallone.
Raffaele Sansone rimase al servizio del Bologna per circa mezzo secolo, praticamente una vita; il giovane che nel 1931 attraversò l'oceano per giungere in Italia non l'avrebbe di certo potuto immaginare.
Sansone in azione
Sansone era, a dire il vero, diretto a Firenze dove l'aspettava il suo compagno Petrone, artillero che per giocare in viola pretendeva di trovare accanto proprio Faele, i passaggi di Faele.
A Bologna, dall'anno prima, giocava Fedullo, uruguaiano compagno di reparto di Sansone; Fedullo continuava a parlare bene di Sansone, consigliandone l'acquisto alla dirigenza rossoblu.
Proprio quell'anno il tecnico Felsner si trasferì a Firenze, portando con lui il nazionale Pitto e Busini III°; a seguito le società si accordarono per trasferire Sansone a Bologna, nonostante Raffaele avesse già firmato un contratto con la Fiorentina, contratto che venne rispettato dal Bologna. 25.000 lire per due anni oltre a 2.500 lire al mese rappresentavano all'epoca un bel gruzzolo, se si pensa che un buon impiegato non arrivava alle 500 lire mensili.
BFC 39-40Nel gioco meglio conosciuto come "Sistema" Sansone formava coppia di mezzeali con l'amico Fedullo, subito dietro al trio d'attacco, formato da Maini (in seguito da Biavati) , Schiavio e Reguzzoni.
E che coppia.
Insieme Sansone e Fedullo avrebbero scritto le pagine più gloriose della storia del Bologna; questo straordinario tandem di mezze ali (o meglio di mezze punte) contribuì in maniera determinante alle vittorie che fecero nascere il mito del "Bologna che tremare il mondo fa". Due tessitori finissimi di spettacolo e gran rendimento che se l'intendevano alla perfezione allo scopo di assistere gli attaccanti ed in particolare Angiolino Schiavio.
Sansone giocava a destra e Fedullo a sinistra, al contrario di come operavano nella loro Nazionale; famosi ed irripetibili i duetti sulla fascia destra che Faele Sansone e Biavati proponevano, con i loro triangoli, la geometria dell'uruguaiano e le finte di Medeo.
Sansone in azione
Sansone in alto a sinistra con accanto Gasperi; in basso
Ceresoli e Schiavio.
(stagione 36/37)
Sansone lasciò Bologna dopo due stagioni, per problemi di ingaggio (rifiutò 32.000 lire per 4 anni), tornò in patria al Penarol, salvo tornare un anno dopo nel 1934, pressato da Dall'Ara che gli fece ponti d'oro per convincerlo, 50.000 lire per 2 anni e 500 pesos alla sua Società. Un investimento felice per entrambe le parti, Sansone si sposò una bolognese ed ebbe due figli, con il Bologna giocò fino al 1944, vincendo 4 scudetti, 2 Coppe Europee ed una Coppa dell'Esposizione di Parigi nel 1937.
Nel 1945 giocò 4 partite nel Napoli ed in seguito giocò anche in quarta serie a Bari, ma quelle gare non contano un granché in una carriera italiana da considerarsi tutta in rossoblu.
Faele ci ha lasciati qualche anno fa, nel 1994 alla bella età di 84 anni, ma il suo ricordo rimarrà indelebile nei cultori della storia del Bologna F.C.
(Cartolina edita da Gazzetta dello Sport nel 1939 e figurina edita da "Il Calcio Illustrato" del 1941)
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