Museo di Pignaca

1901 vg - Forlì - Piazza Vittorio Emanuele II°"Il ricordo congiunge il mio pensiero, che varca lo spazio e Ti porta il saluto del cuore"

1901 vg - Forlì - Piazza Vittorio Emanuele II°"Il ricordo congiunge il mio pensiero, che varca lo spazio e Ti porta il saluto del cuore"

Piazza Saffi è il cuore della città di Forlì e si trova al crocevia dei quattro principali corsi. Di forma trapezoidale misura circa 128 metri di lunghezza e 87 metri di larghezza.
Nel 1163 il campo dell'abate viene attestato come area interna alle mura delle città, mentre il 22 dicembre 1212 l’Abate di San Mercuriale concesse l'uso pubblico del campo alla comunità forlivese assumendo da quel momento funzione civile.
Fino al XII secolo i confini della città erano più ridotti rispetto agli attuali e le mura della città erano distanti dall'Abbazia di San Mercuriale, che fungeva da centro plebano. Sotto le arcate del Palazzo Comunale passava un braccio del fiume Montone che segnava il limite fisico tra città e campagna. Oltre il fiume era aperta campagna e l'area attorno all'Abbazia prendeva nome di Campo dell'Abate. Con l'aumentare del potere dell'Abbazia tale campo vene adibito a mercato. L'espandersi della città in tale direzione rese necessario l'ampliamento delle mura fino ad inglobare l'Abbazia ed il Campo dell'Abate.

Con il passare del tempo, il Campo dell'Abate venne arricchendosi di edifici, circoscrivendo un'ampia zona che formava una vasta piazza, la più vasta della città. Il nome cominciò a modificarsi in Piazza maggiore e tale rimase fino all'800 quando venne invece dedicata a Vittorio Emanuele II. Al centro della piazza si ergeva la colonna votiva dedicata alla Madonna che venne rimossa e traslata fino al duomo. Nel 1916, durante la revisione toponomastica, la piazza era ancora dedicata al re. Fu solo nel 1921, con l'inaugurazione del monumento dedicato a Aurelio Saffi, che la piazza acquisì l'attuale nome mentre il Borgo Cotogni, attuale Corso della Repubblica, prese il nome di Corso Vittorio Emanuele.
Nel corso della Seconda Guerra mondiale, con l'arrivo delle truppe di liberazione, prese anche il nome di Saint Andrew Square, per riaccquistare quello attuale dopo gli eventi bellici.
Risulta siano stati tre i monumenti avvicendatisi al centro della piazza dal medioevo ai nostri giorni: La crocetta, la Colonna della Madonna del Fuoco e il Monumento ad Aurelio Saffi, ricostruito due volte perché il primo andò distrutto durante gli eventi bellici dell'ultima guerra.
Sul lato a ovest sorge la Residenza comunale, un tempo palazzo degli Ordelaffi, già signori della città; l'edificio è stato notevolmente rimaneggiato nei secoli, la facciata odierna risale ai primi anni dell'Ottocento. Sono notevoli gli affreschi interni.

Sul lato opposto, a nord-est, sorge l'Abbazia di San Mercuriale, il simbolo stesso della città: chiesa di architettura romanica, in mattoni, costruita sul primo luogo di culto cristiano a Forlì; il campanile è famoso per essere uno dei più alti d'Italia, in stile romanico. Il chiostro fu aperto al passaggio pubblico durante il Ventennio, quando architetti e urbanisti del regime fascista ridisegnarono ampie parti della città e della piazza stessa. Particolare è la lunetta sul portale: opera del 1230 che descrive, in due scene, il sonno dei Magi e la loro adorazione a Gesù bambino. Quest'opera può considerarsi il primo presepe scolpito a tutto tondo nella storia dell'arte mondiale.

L'intervento urbanistico degli anni del regime fascista fu piuttosto significativo, in città: per quanto riguarda Piazza Saffi, si può notare nelle costruzioni, verso nord, del Palazzo delle Poste e del Palazzo degli Uffici Statali, all'angolo, quest'ultimo, tra via delle Torri e Corso Mazzini.

Sul versante sud, sorgono altre due pregevoli palazzine rinascimentali: il palazzo del Podestà e l'adiacente palazzo Albertini e di fronte al palazzo comunale il cinquecentesco Palazzo Serughi.

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